Vuol dire salvaguardare il patto di convivenza, la Costituzione è l’espressione della volontà di un‘intera comunità. Ecco cosa è in gioco con il referendum del 22 marzo.
Torneremo spesso nei prossimi due mesi sul voto di questo Referendum Costituzionale. Parleremo degli innumerevoli motivi per cui è essenziale andare a votare, e votare NO. Lo faremo di volta in volta cercando di esaminare tutti gli aspetti anche i più specifici.

Ieri 23 Gennaio vi è stato il primo incontro nel nostro quartiere organizzato da A.N.P.I. e da EccoCi con la partecipazione di Ennio Tomaselli e Andrea Giorgis presso il Cinema Teatro Baretti. Nel rendere conto di questo partecipato e coinvolgente incontro vogliamo sottolineare l’importanza che la Nostra Costituzione deve mantenere affinché continui a rappresentare l’insieme delle “regole del gioco” da tutti accettate. E’ questo che distingue le norme Costituzionali da una legge ordinaria che spesso è l’espressione della volontà di una maggioranza (chi vince le elezioni). Il Governo nei fatti ha alzato un muro con la propria maggioranza parlamentare, pur nel rispetto formale dei tempi di approvazione, tale da snaturare questo ruolo di legge fondamentale dello Stato che nasce dalla ricerca della condivisione con il più largo consenso possibile.
Siamo chiamati a proteggere l’architettura originaria della Repubblica. Il procedimento previsto dall’articolo 138 non deve essere visto come un ostacolo burocratico, ma come un presidio di democrazia: è la clausola che impone di non ‘usare’ la Costituzione a colpi di maggioranza, ma di modificarla solo attraverso una condivisione ampia e trasversale, proprio come inteso dai suoi fondatori.
Quindi come cittadini siamo chiamati innanzitutto ad esprimerci sul mancato rispetto di tale approccio ancor prima di entrare nel merito specifico delle singole modifiche. Votare No vuol dire quindi rivendicare verso tutti i parlamentari il rispetto di quello che i giuristi chiamano Compromesso Costituzionale.
