
La Casa del Quartiere di San Salvario compie sedici anni e la festa riempie la piazzetta di attività: bambini che giocano al calcio balilla, dimostrazioni di arti marziali, tavoli informativi, famiglie, pensionati, volontari. È una celebrazione che non mostra solo un anniversario, ma un modello di partecipazione che dura tutto l’anno.
«Questa festa è la dimostrazione… coloro che partecipano alle attività di tutto l’anno si ritrovano in questa giornata». Mi racconta che per lei la Casa è un punto di riferimento: “Qui non si viene solo per un corso, ma per sentirsi parte di qualcosa. Oggi è bello vedere tutti insieme: chi fa yoga, chi segue lo sportello sociale, chi viene solo per un caffè.”
“Abbiamo portato una piccola dimostrazione per far vedere cosa facciamo durante l’anno. La Casa ci ospita da sempre. È un luogo dove lo sport diventa socialità: molti dei nostri allievi sono passati prima solo per curiosità.”
«Abbiamo gruppi fissi… i pensionati della Cgil si incontrano il giovedì». Mi dice: “È un appuntamento, qui parliamo di tutto: dai problemi del quartiere all’informatica. Oggi siamo venuti in gruppo, come sempre.”
«Questi sono i numeri della Casa del Quartiere di San Salvario… 165.000 sono le persone che sono passate di qua». Mi spiega: “Sono sedici anni di attività. La festa non è un evento isolato: è l’output di una partecipazione che avviene 12 mesi l’anno.”

“Non venivamo spesso, ma oggi ci siamo fermati per curiosità. È bello vedere un quartiere così vivo.”
Tra i gazebo c’è anche quello di EccoCi comitato di quartiere informale, a cui partecipo, con il loro motto

La festa per i sedici anni della Casa del Quartiere di San Salvario non è una celebrazione autoreferenziale: è la fotografia di una comunità che si incontra, si riconosce e si rinnova.
Un luogo dove la partecipazione non è uno slogan, ma una pratica quotidiana.
