{"id":4120,"date":"2026-10-17T19:43:04","date_gmt":"2026-10-17T17:43:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/?p=4120"},"modified":"2026-10-17T19:43:57","modified_gmt":"2026-10-17T17:43:57","slug":"una-legge-elettorale-sbagliata-cosa-cambia-per-la-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/2026\/10\/una-legge-elettorale-sbagliata-cosa-cambia-per-la-democrazia\/","title":{"rendered":"Una legge elettorale sbagliata. Cosa cambia per la democrazia?"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG-20261016-WA0012.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"432\" src=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG-20261016-WA0012-1024x432.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4122\" srcset=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG-20261016-WA0012-1024x432.jpg 1024w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG-20261016-WA0012-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG-20261016-WA0012-768x324.jpg 768w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG-20261016-WA0012-1536x648.jpg 1536w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG-20261016-WA0012.jpg 1582w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Piazza Madama Cristina, 16 ottobre:  con i cittadini sotto la tettoia del mercato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una legge elettorale sbagliata. Cosa cambia per la democrazia?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Il resoconto dell\u2019incontro con il senatore Andrea Giorgis in piazza Madama Cristina, venerd\u00ec 16 ottobre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Venerd\u00ec pomeriggio, piazza Madama Cristina, area mercatale. Chi frequenta San Salvario ormai lo sa: da qualche tempo il Circolo PD8 \u201cGiorgina Levi\u201d \u00e8 l\u00ec, per incontrare chi passa, ascoltare, discutere. E\u2019 diventato un appuntamento ricorrente, e l\u2019incontro del 16 ottobre lo ha consolidato come consuetudine mensile: un luogo in cui la politica non arriva dall\u2019alto ma si siede in mezzo alla gente, a portata di domanda.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta il tema era di quelli che sembrano tecnici e invece riguardano tutti: la nuova legge elettorale. Ne abbiamo parlato con Andrea Giorgis, senatore e capogruppo PD in Commissione Affari costituzionali, con la moderazione di Adriana Carpenzano, segretaria del Circolo. C\u2019era gente, pi\u00f9 di quanta lo stesso Giorgis si aspettasse \u201cdi venerd\u00ec pomeriggio\u201d, e dal pubblico sono arrivate molte domande.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Due idee di democrazia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Giorgis \u00e8 partito da lontano, perch\u00e9, ha spiegato, una legge elettorale non \u00e8 mai solo un meccanismo per contare i voti: \u00e8 il riflesso di un\u2019idea di democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima idea \u00e8 quella della Costituzione. La democrazia rispetta davvero la libert\u00e0 e il pluralismo, ma deve anche costruire le condizioni dell\u2019unit\u00e0: alla fine ci si mette d\u2019accordo, si forma una maggioranza, nasce un governo legittimo. Quella maggioranza, per\u00f2, \u00e8 il risultato di un processo partecipativo che parte dal basso: confronto, mediazione, cittadini che attraverso i partiti e i propri rappresentanti prendono parte alla determinazione dell\u2019indirizzo politico.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda idea mette in discussione la prima, per due ragioni. C\u2019\u00e8 chi considera la democrazia un male, muove da una visione pessimistica delle persone e vorrebbe \u201cmeno democrazia e pi\u00f9 governo\u201d. E c\u2019\u00e8 chi, pur ritenendo la partecipazione desiderabile, pensa che la velocit\u00e0 dei tempi moderni non ce la consenta pi\u00f9: riunioni, discussioni e mediazioni sarebbero un lusso a cui rassegnarsi a rinunciare.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta proposta \u00e8 semplice e antica: invece di costruire l\u2019unit\u00e0 con la partecipazione, la si costruisce in un istante, nel momento del voto, dando pieni poteri a un capo. \u00c8 lo scambio che riaffiora quando i legami sociali si allentano e cresce la paura: rinuncio al pluralismo in cambio di qualcuno che mi protegga. In Italia, ha ricordato Giorgis, questa strada si \u00e8 aperta negli anni Novanta, con la crisi della Prima Repubblica: alla crisi dei partiti non si \u00e8 risposto rigenerandoli, ma pensando di poterne fare a meno, delegando tutto al capo del governo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Meno democrazia non vuol dire pi\u00f9 forza<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il cuore dell\u2019argomentazione \u00e8 controintuitivo: la democrazia del capo, dell\u2019investitura diretta, della politica \u201cdisintermediata\u201d, non \u00e8 solo meno democratica. \u00c8 anche pi\u00f9 debole.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la legittimazione di chi governa nasce da un voto immediato e non da un processo di confronto, prevarranno le dimensioni emotive su quelle razionali. E chi governa con una legittimazione di questo tipo deve continuamente rincorrerla e alimentarla:<strong> insegue le paure, insegue i poteri capaci di orientare l\u2019opinione pubblica<\/strong>. Resta cos\u00ec in balia degli umori e degli interessi economici, invece di poterli correggere. Perde proprio la capacit\u00e0 che dovrebbe essere propria della politica democratica: <em>limitare il potere economico e redistribuire le opportunit\u00e0 secondo \u201cil potere del numero\u201d, non quello del denaro o dei mezzi di persuasione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giorgis ha fatto esempi concreti. Il sistema sanitario in difficolt\u00e0, un fisco lontanissimo dal principio di progressivit\u00e0 dell\u2019articolo 53 della Costituzione, l\u2019evasione non contrastata, condoni e rottamazioni, la riforma del catasto rinviata da anni, gli affitti che salgono nelle citt\u00e0 storiche anche perch\u00e9 il sistema fiscale rende pi\u00f9 conveniente immobilizzare risorse nel mattone che investirle in attivit\u00e0 produttive. Alla grande maggioranza di chi paga le tasse converrebbe combattere l\u2019evasione: ma come lo si spiega, ha chiesto, se manca un luogo in cui ragionare dati alla mano e tutto si gioca sullo slogan \u201cabbassiamo le tasse\u201d? <strong>Per questo, ha concluso, parlare di legge elettorale non \u00e8 parlare d\u2019altro rispetto alla sanit\u00e0, al lavoro, alla sicurezza: \u00e8 parlare delle condizioni per affrontarli.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa prevede la legge<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Sul merito, il senatore ha riassunto i punti principali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>un premio fisso<\/strong> di 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che arriva prima: circa il 18% dei seggi, un peso rilevante dopo il taglio dei parlamentari. Quei seggi in pi\u00f9 vengono sottratti agli altri:<em> maggioranza sovrarappresentata, minoranza sottorappresentata;<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><strong>l\u2019obbligo di indicare il candidato alla presidenza del Consiglio<\/strong>, a pena di inammissibilit\u00e0 della lista. Non una scelta politica, ma un vincolo giuridico;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>liste con capolista bloccato<\/strong> e alcune preferenze per i candidati successivi;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>una \u201clista premio\u201d<\/strong> di 70 candidati alla Camera e 35 al Senato, composta dalla coalizione come preferisce ed eletta in blocco.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019obbligo di indicare il premier \u00e8, per Giorgis, l\u2019aspetto pi\u00f9 delicato. Viene presentato come \u201cpi\u00f9 democratico\u201d (\u201ci cittadini sceglieranno direttamente il governo\u201d), ma in realt\u00e0 rovescia il rapporto costituzionale: il governo diventa il cuore della sovranit\u00e0 e il Parlamento l\u2019organo che ne esegue le decisioni. \u00c8 il modello in cui si sa chi ha vinto la sera stessa delle elezioni, con un sottotitolo implicito:<strong> per i successivi quattro anni e nove mesi la democrazia si spegne<\/strong>. Se cambiano le circostanze, se una parte della maggioranza vuole correggere la rotta, il sistema non lo prevede, perch\u00e9 presuppone che la partecipazione finisca il giorno dopo il voto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un men\u00f9 gi\u00e0 scritto<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Rispondendo al pubblico, Giorgis ha descritto la scheda elettorale come la vedremo. In alto, staccato dagli altri, il nome del capolista: bloccato, non lo si pu\u00f2 scegliere ed \u00e8 il primo eletto. Sotto, tre o quattro nomi su cui si pu\u00f2 esprimere una preferenza. Ma se la lista non supera, in quella circoscrizione, circa il 10%, elegge solo il capolista, e le preferenze date agli altri diventano inutili. Secondo la stima di Giorgis, gli eletti con le preferenze saranno intorno a un quarto del totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto, un riquadro con altri tre o quattro nomi: sono una frazione della lista premio. Chi vota una lista della coalizione elegge in blocco tutti i 70 (o i 35), senza poterli scegliere e in pratica senza poterli conoscere, a meno di andare a studiarli sui tabelloni prima del voto. \u00c8 qui che l\u2019eletto deve il seggio a chi lo ha messo in quella posizione, non a chi lo ha votato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I nodi di costituzionalit\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La legge sar\u00e0 contestata anche sul piano giuridico. Un comitato di giuristi promuover\u00e0 ricorsi in tutta Italia, sostenuto dalle associazioni che animarono la campagna referendaria per il No, dal Partito Democratico e dalle forze di opposizione. Giorgis ha indicato i punti pi\u00f9 fragili:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>l\u2019obbligo di indicare il premier<\/strong>, che introduce per legge ordinaria una sorta di premierato di fatto, cosa che si potrebbe fare solo con una riforma costituzionale;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>la lista premio bloccata e lunga<\/strong>: nella sentenza sull\u2019Italicum la Corte costituzionale ha ammesso liste bloccate solo se corte e tali che l\u2019elettore conosca l\u2019effetto del proprio voto. Settanta nomi non lo sono;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>il premio in un sistema a bicameralismo paritario<\/strong>: non esiste al mondo, ha osservato, un paese che abbia un premio di maggioranza con due Camere dagli stessi poteri;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>il Senato<\/strong>, che la Costituzione vuole eletto su base regionale, mentre il premio \u00e8 calcolato su base nazionale: in una regione potrebbero essere eletti con il premio senatori di una coalizione rimasta l\u00ec in minoranza.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Se la Corte dovesse eliminare l\u2019obbligo di indicare il premier, ha aggiunto, il centrosinistra non dovrebbe sentirsi prigioniero della \u201ctrappola della retorica populista\u201d. Potrebbe presentarsi con i programmi delle singole forze politiche e lasciare che siano i voti dei cittadini a stabilire quale abbia pi\u00f9 titolo per esprimere la guida del governo, come accade in tutte le democrazie parlamentari.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Altre domande dal pubblico<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Astensione e soglia.<\/strong> Una domanda ha ricordato che la Corte ha gi\u00e0 ammesso un premio legato a una soglia del 40%. Vero, ha risposto Giorgis, ma con un\u2019affluenza intorno al 50% il 40% dei votanti corrisponde a circa il 20-22% degli elettori, che otterrebbero il 60% della rappresentanza. Per questo l\u2019opposizione aveva proposto di attribuire il premio solo con una partecipazione superiore al 60% degli aventi diritto. Una maggioranza artificiale non risolve il problema della sfiducia: lo nasconde sotto il tappeto e lo aggrava, perch\u00e9 chi rappresenta il 20% fatica a dire s\u00ec o no quando la societ\u00e0 non \u00e8 pronta. Pensare che basti l\u2019ingegneria elettorale, ha detto, \u00e8 irresponsabile: la sfiducia va affrontata, non aggirata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Presidente della Repubblica.<\/strong> La legge fa salve le sue prerogative, ma crea una tensione. I cittadini saranno convinti di aver eletto direttamente il premier. Che cosa succede se, a met\u00e0 legislatura, una parte della maggioranza ritiene che il governo abbia preso una piega pericolosa e lo fa cadere? La Costituzione consente al Parlamento di indicare un altro governo; ma chi resta in minoranza grider\u00e0 al tradimento della volont\u00e0 popolare. Un sistema elettorale che apre a conflitti istituzionali invece di prevenirli, ha concluso, \u00e8 un pessimo sistema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La stabilit\u00e0.<\/strong> \u201cLa stabilit\u00e0 \u00e8 arrivata\u201d, ricorda il volantino dell\u2019incontro. Ma la stabilit\u00e0 \u00e8 una condizione, non un fine. Questo \u00e8 il governo pi\u00f9 stabile della storia repubblicana, ha osservato Giorgis, eppure ha prodotto soprattutto una serie di decreti sicurezza, siamo all\u2019ottavo, e riforme contestate, non risposte strutturali su sanit\u00e0, previdenza, economia. Stagioni di governi meno longevi hanno invece prodotto riforme come quella che nel 1978 istitu\u00ec il Servizio sanitario nazionale. Se la stabilit\u00e0 \u00e8 inerzia, non \u00e8 un beneficio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019intelligenza collettiva.<\/strong> Raccogliendo uno spunto emerso dal pubblico, Giorgis ha aggiunto che concentrare il potere al vertice impoverisce anche la qualit\u00e0 delle decisioni: in una societ\u00e0 complessa nessuno da solo ha tutte le informazioni e le competenze necessarie. Pi\u00f9 cresce la complessit\u00e0, pi\u00f9 servono processi decisionali capaci di valorizzare esperienze e saperi diversi. Semplificare al vertice produce scelte superficiali e lascia che le decisioni vere vengano prese altrove, secondo logiche di potere economico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La parit\u00e0 di genere.<\/strong> L\u2019alternanza di genere \u00e8 stata cancellata per i capilista ed \u00e8 rimasta, con il vincolo 60\/40, solo nella lista premio. Ma una forza politica pu\u00f2 aggirarla candidando le donne al secondo o terzo posto nelle liste proporzionali, dove difficilmente vengono elette.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La democrazia come bene pubblico<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La chiusura di Giorgis \u00e8 il passaggio che pi\u00f9 ci riguarda come Circolo. La democrazia, ha detto, \u00e8 come la scuola, l\u2019ospedale, il trasporto pubblico: non \u00e8 un dato naturale ma il prodotto della volont\u00e0 umana, di un investimento economico, professionale e politico. Va ringraziato chi dedica il proprio tempo per generosit\u00e0; ma un ospedale fatto solo di medici volontari non garantisce il diritto alla cura, e allo stesso modo la democrazia non pu\u00f2 essere lasciata alla buona volont\u00e0 di pochi. Servono sedi, persone e risorse dedicate a organizzare la partecipazione, in ogni quartiere e in ogni citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quello che proviamo a fare, un venerd\u00ec al mese, in piazza Madama Cristina. Vi aspettiamo al prossimo appuntamento.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piazza Madama Cristina, 16 ottobre: con i cittadini sotto la tettoia del mercato. Una legge elettorale sbagliata. Cosa cambia per la democrazia? Il resoconto dell\u2019incontro con il senatore Andrea Giorgis in piazza Madama Cristina, venerd\u00ec 16 ottobre Venerd\u00ec pomeriggio, piazza Madama Cristina, area mercatale. 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