{"id":4090,"date":"2026-09-13T14:13:24","date_gmt":"2026-09-13T12:13:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/?p=4090"},"modified":"2026-09-13T16:12:06","modified_gmt":"2026-09-13T14:12:06","slug":"t3-%c2%b7-la-partecipazione-nelle-istituzioni-di-base-il-lavoro-al-tavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/2026\/09\/t3-%c2%b7-la-partecipazione-nelle-istituzioni-di-base-il-lavoro-al-tavolo\/","title":{"rendered":"T3 \u00b7 La partecipazione nelle istituzioni di base \u2014 il lavoro al tavolo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-12-at-20.37.57.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"984\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-12-at-20.37.57-984x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4091\" srcset=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-12-at-20.37.57-984x1024.jpeg 984w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-12-at-20.37.57-288x300.jpeg 288w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-12-at-20.37.57-768x799.jpeg 768w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-12-at-20.37.57-1476x1536.jpeg 1476w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-12-at-20.37.57.jpeg 1848w\" sizes=\"auto, (max-width: 984px) 100vw, 984px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>12 settembre 2026, dopo la lettura della <a href=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/2026\/09\/la-partecipazione-nelle-istituzioni-di-base\/\">relazione introduttiva.<\/a><\/em><br>Presenti \u2014 attivisti, segretari di circolo, consiglieri di circoscrizione e consiglieri comunali, la responsabile del forum sanit\u00e0, membri della vicesegreteria metropolitana \u2014 un residente di Rivoli che ha portato l&#8217;esperienza dei quartieri di un comune della cintura. L&#8217;incontro si \u00e8 svolto nell&#8217;area del ristorante, per consentire a chi stava preparando la cena, per lo pi\u00f9 fuori dall&#8217;inquadratura, di ascoltare la discussione. Qui raccogliamo i nodi emersi e il percorso di prosecuzione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I nodi emersi<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Le reti si cedono, non si tengono<\/strong>. Il primo intervento, dalla segretaria del Circolo che ha aperto il tavolo con la relazione, pone il punto pi\u00f9 scomodo della giornata: chi entra in un circolo con una rete di relazioni \u2014 professionale, associativa, territoriale \u2014 ha il dovere di metterla a disposizione della comunit\u00e0, non di tenerla per s\u00e9 perch\u00e9 le reti fanno consenso. Quando l&#8217;ha fatto nel proprio circolo, mettendo a disposizione la rete costruita nel lavoro sulla sanit\u00e0 territoriale, le associazioni che prima non vedevano il PD come un interlocutore hanno accettato di collaborare su obiettivi condivisi: la raccolta firme per la Casa della Comunit\u00e0, l&#8217;incontro con Emergency, le iniziative sulla pace. Cedere un po&#8217; di potere, dice, \u00e8 la condizione perch\u00e9 il circolo intercetti competenze.<br><strong>Il rapporto tra consiglieri di circoscrizione e circoli \u00e8 rotto<\/strong>. \u00c8 il nodo pi\u00f9 citato della giornata, e arriva da pi\u00f9 voci indipendenti. La segretaria del Circolo racconta di non essere riuscita in due anni a organizzare un incontro di met\u00e0 mandato con i consiglieri di circoscrizione \u2014 \u00e8 riuscita a farlo con i consiglieri comunali, non con quelli del livello pi\u00f9 vicino. Un consigliere di circoscrizione conferma: n\u00e9 ti informano n\u00e9 vogliono essere aiutati, l&#8217;incarico si gestisce come un fatto personale. Un consigliere comunale aggiunge: un segretario di circolo cerca da tre mesi di riunire i tre consiglieri comunali con il circolo, e non si riesce a combinare la data. E un altro intervento chiude il cerchio: ci sono consiglieri che in cinque anni non hanno presentato un solo documento. La proposta \u00e8 precisa: inserire nel codice etico o nel regolamento dei circoli l&#8217;indicazione \u2014 non l&#8217;obbligo formale, ma qualcosa che si avvicini \u2014 che i consiglieri di circoscrizione riferiscano ai circoli almeno una volta nel mandato.<\/p>\n\n\n\n<p>E per le prossime amministrative, valutare gli uscenti prima di ricandidare<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La formazione come porta d&#8217;ingresso<\/strong>. Chi si avvicina ha paura di parlare perch\u00e9 sente i propri strumenti inadeguati. Il vicesegretario metropolitano racconta che il suo circolo ha programmato a ottobre un corso di formazione per cittadini, amministratori e iscritti su come funziona la macchina comunale. Ma la formazione serve anche a chi \u00e8 gi\u00e0 eletto: senza conoscere la struttura degli assessorati, i numeri e le mail a cui fare le segnalazioni, non si riesce a ottenere nulla \u2014 e questo lo dice un consigliere di circoscrizione che lavora in una pubblica amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il patto di comunit\u00e0.<\/strong> I circoli che funzionano sono quelli il cui segretario, insediandosi, ha fatto un patto con i propri militanti: obiettivi condivisi, un progetto replicabile che duri oltre la persona, e la valorizzazione delle competenze presenti. Non tutti vogliono partecipare allo stesso modo: c&#8217;\u00e8 chi vuole un gruppo di lavoro, chi vuole solo ricevere informazioni, chi vuole venire alla Festa. Il segretario deve conoscere i propri iscritti \u2014 l&#8217;elenco ce l&#8217;ha \u2014 e intercettare chi \u00e8 intercettabile, senza pretendere che tutti partecipino nella stessa forma.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sulla questione della privacy<\/strong>. Torna, come al primo tavolo, la frustrazione di non poter conoscere i propri compagni di circolo. Il chiarimento arriva da chi quell&#8217;elenco lo usa: i segretari hanno l&#8217;elenco degli iscritti; non possono condividerlo, ma possono usarlo per contattare e coinvolgere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le Consulte<\/strong>: la conferma in diretta. Un consigliere comunale conferma ci\u00f2 che la relazione aveva anticipato:<strong> le Consulte non sono state attivate dalle circoscrizion<\/strong>i. Il motivo \u00e8 anche economico \u2014 costano, richiedono personale, convocazione, una sede \u2014 ma non solo: richiedono una struttura interna, con un presidente, e questo \u00e8 un problema. Aggiunge che \u00e8 in atto una discussione in consiglio comunale per rivedere il funzionamento delle Consulte, perch\u00e9 quelle che esistono in altre forme stanno diventando centri di potere o di contropotere. Un lavoro di revisione \u00e8 in corso, portato avanti da una consigliera comunale che ha proposto un meccanismo a sorteggio per la scelta del presidente \u2014 perch\u00e9 le diverse anime non riescono a trovare un accordo.<br>Un&#8217;iscritta precisa un punto sul regolamento: il presidente della Consulta si elegge democraticamente, e il documento programmatico del Comune parla esplicitamente della possibilit\u00e0 di istituire le Consulte. Aggiunge una simmetria che vale la pena registrare: i circoli si lamentano di non vedere i consiglieri, ma i consiglieri si lamentano che la loro attivit\u00e0 non \u00e8 seguita dai circoli. Lo sforzo deve essere reciproco. Il dato politico pi\u00f9 netto della giornata: le Consulte non sono attivate non per dimenticanza, ma per scelta \u2014 costano e creano dinamiche di potere. \u00c8 una ragione diversa e pi\u00f9 seria di quella che avevamo ipotizzato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il decentramento va riformato<\/strong>. Un consigliere comunale chiede con chiarezza che la riforma del decentramento entri nel programma del prossimo mandato: va fatta nel primo o secondo anno, perch\u00e9 prima che funzioni servono quasi cinque anni. Le circoscrizioni oggi hanno poche risorse e pochi poteri; il modello delle municipalit\u00e0 non \u00e8 praticabile senza togliere poteri ai comuni della cintura; ma su funzioni specifiche \u2014 il sociale, la cultura, il verde \u2014 si pu\u00f2 ragionare su fondi dedicati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La dimensione metropolitana come sblocco.<\/strong> Un intervento porta un&#8217;esperienza concreta: un patto territoriale tra la Circoscrizione 3, la 4, Collegno, Grugliasco e Rivoli, con assemblee comuni che rappresentano trecentomila abitanti. E un progetto sui beni culturali abbandonati \u2014 i circoli delle meraviglie \u2014 che mette insieme circoscrizioni e comuni limitrofi. La proposta: aprire i circoli a una dimensione davvero metropolitana, fare patti territoriali e presentare documenti insieme. Questo funziona anche come antidoto alle dinamiche interne: se il perimetro si allarga, le paturnie locali si ridimensionano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;esempio di Rivoli.<\/strong> Un residente racconta l&#8217;esperienza dei quartieri: undici quartieri, su elenco non partitico, con cittadini auto-candidati non retribuiti e senza personale. Hanno il diritto di convocare sindaco e assessori, e lo fanno. Hanno una sede. La gente viene, segnala, e poi vede tornare indietro una reazione. All&#8217;inizio diceva \u00ab\u00e8 inutile, tanto \u00e8 la solita storia\u00bb, poi ha smesso di dirlo. \u00c8 un esempio non costoso di partecipazione diretta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non siamo trasmettitori di linee dal centro.<\/strong> L&#8217;osservazione pi\u00f9 politica del tavolo: dar voce alle realt\u00e0 del territorio significa cambiare l&#8217;idea di partito. Se i circoli accolgono come proprie le istanze che intercettano, sono in grado di far fare strada a proposte dentro le amministrazioni \u2014 e la discussione politica si alza di livello, anche per gli amministratori, anzich\u00e9 cercare di andare incontro a posizioni precostituite. La partecipazione non \u00e8 un accessorio organizzativo: \u00e8 un modo diverso di fare politica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La comunicazione tra i livelli.<\/strong> Lo scollamento \u00e8 triplo: tra il consiglio comunale e il consiglio di circoscrizione, tra il consiglio di circoscrizione e i circoli, e tra i circoli e la segreteria metropolitana. Si fanno iniziative sul territorio senza che la circoscrizione ne sia informata. Si finanziano gli stessi progetti in pi\u00f9 circoscrizioni senza saperlo. Le buone pratiche non circolano. La proposta: tavoli di coordinamento tra circoscrizioni e circoli, e una struttura minima di comunicazione che non sia l&#8217;ennesima chat.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dall&#8217;io al noi.<\/strong> Pi\u00f9 di un intervento torna sulla stessa osservazione: il passaggio dal lavoro individuale a quello collettivo \u00e8 il problema di fondo, e non riguarda solo i consiglieri. C&#8217;\u00e8 chi ha ambizioni personali legittime, e la partecipazione funziona quando quelle ambizioni si sposano con il collettivo. Ma chi costruisce la propria posizione sull&#8217;io e non sul noi produce l&#8217;effetto opposto: disimpegno, astio, e alla lunga la scomparsa della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un caso concreto, da fuori.<\/strong> Una persona non iscritta a nessun circolo, membro di un laboratorio sulla qualit\u00e0 urbana e partecipazione, porta l&#8217;esempio del giardino Anglesio all&#8217;incrocio tra corso Dante e via Madama Cristina: un ritaglio urbano con un chiosco chiuso da anni, rianimato da cittadini che hanno piantato vasi e organizzato attivit\u00e0 \u2014 perch\u00e9 con gli uffici fare piantumazioni dirette \u00e8 molto complicato. L&#8217;osservazione \u00e8 precisa: la partecipazione funziona quando ha ambiti circoscritti e definiti in cui il cittadino sente di poter avere voce. Senza chiarezza su che cosa si partecipa, non accade nulla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La partecipazione nel programma elettorale.<\/strong> L&#8217;anno prossimo ci sono le amministrative. Se questi ragionamenti non entrano nel programma come proposta visibile, restano esercizio interno. I cittadini chiedono partecipazione \u2014 lo dicono le linee guida nazionali pubblicate a maggio \u2014 e la ragione per cui non si iscrivono \u00e8 spesso questa: \u00abtanto quello che dico non viene ascoltato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come si prosegue<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Primo: la partecipazione nel programma.<\/strong> Il tema deve trovare uno spazio preciso nei programmi del partito per le prossime elezioni, non come appendice ma come proposta strutturata: il decentramento, le Consulte, il rapporto tra circoli e amministrazione.<br><strong>Secondo: la riforma del decentramento. <\/strong>Metterla nel programma del prossimo mandato, nei primi due anni, con pi\u00f9 risorse e pi\u00f9 poteri su funzioni specifiche. La revisione delle Consulte \u2014 in corso in consiglio comunale \u2014 va seguita e orientata.<br><strong>Terzo:<\/strong> <strong>la formazione, su due piani.<\/strong> Formazione amministrativa per chi si candida e per chi \u00e8 gi\u00e0 eletto \u2014 come funziona la macchina, dove stanno le competenze, come si scrive un documento. E formazione alla partecipazione: gli strumenti per coinvolgere, per accogliere chi si avvicina, per gestire il confronto senza che diventi conflitto permanente.<br><strong>Quarto: il coordinamento dei circoli.<\/strong> Far funzionare lo scambio di esperienze tra circoli, con tavoli di confronto e condivisione delle buone pratiche. Il patto territoriale tra circoscrizioni e comuni limitrofi \u00e8 un modello replicabile.<br><strong>Quinto: il rapporto tra eletti e circoli<\/strong>. Inserire nel codice etico o nel regolamento l&#8217;indicazione che i consiglieri di circoscrizione riferiscano ai circoli. Per le prossime candidature, valutare gli uscenti.<br><strong>Sesto: la direzione delle proposte.<\/strong> Al primo tavolo la segreteria si \u00e8 impegnata a strutturare un percorso perch\u00e9 le proposte dei circoli arrivino con regolarit\u00e0 e ricevano una risposta. Questo tavolo ha detto qualcosa in pi\u00f9: quel percorso non serve solo a far salire richieste, serve a cambiare la direzione. I circoli non sono trasmettitori di linee che arrivano dal centro: sono il luogo dove si intercettano le istanze del territorio, e quelle istanze devono poter diventare proposta politica che entra nelle amministrazioni anche quando non coincide con le posizioni precostituite. Il canale di riscontro del primo tavolo e la partecipazione di questo terzo tavolo sono la stessa cosa: un percorso che funziona in entrambe le direzioni.<br><strong>Una scadenza.<\/strong> Come per i primi due tavoli, il riscontro \u00e8 atteso entro ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo era l&#8217;ultimo dei tre tavoli sulla partecipazione organizzati direttamente dai Circoli torinesi. Chi, avendo partecipato, non trovasse nelle sintesi pubblicate su questo sito un nodo che ritiene rilevante, pu\u00f2 scrivere a<em> redazionepd8@gmail.com<\/em> chiedendo di integrare i nodi emersi o il come proseguire.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12 settembre 2026, dopo la lettura della relazione introduttiva.Presenti \u2014 attivisti, segretari di circolo, consiglieri di circoscrizione e consiglieri comunali, la responsabile del forum sanit\u00e0, membri della vicesegreteria metropolitana \u2014 un residente di Rivoli che ha portato l&#8217;esperienza dei quartieri di un comune della cintura. 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