{"id":4047,"date":"2026-09-06T15:04:25","date_gmt":"2026-09-06T13:04:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/?p=4047"},"modified":"2026-09-15T18:48:30","modified_gmt":"2026-09-15T16:48:30","slug":"t1-%c2%b7-la-politica-partecipata-il-lavoro-al-tavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/2026\/09\/t1-%c2%b7-la-politica-partecipata-il-lavoro-al-tavolo\/","title":{"rendered":"T1 \u00b7 La politica partecipata \u2014 il lavoro al tavolo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-05-at-18.28.10.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"473\" src=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-05-at-18.28.10-1024x473.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4048\" srcset=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-05-at-18.28.10-1024x473.jpeg 1024w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-05-at-18.28.10-300x139.jpeg 300w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-05-at-18.28.10-768x355.jpeg 768w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-05-at-18.28.10-1536x710.jpeg 1536w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-05-at-18.28.10.jpeg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>5 settembre 2026, dopo la lettura della <a href=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-admin\/post.php?post=4033&amp;action=edit\">relazione introduttiva.<\/a><br>Il dibattito \u00e8 stato molto partecipato: intorno a quaranta i presenti, con la Presidente, il Segretario metropolitano, il coordinatore della segreteria e la responsabile dell&#8217;organizzazione. \u00c8 intervenuto circa un terzo dei presenti. Non \u00e8 possibile riportare qui tutti gli interventi: ci limitiamo a raccogliere le proposte emerse, che sono la parte destinata a proseguire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;impegno assunto in chiusura<\/strong><br>Le conclusioni sono state aperte dalla responsabile dell&#8217;organizzazione, che ha annunciato l&#8217;impegno pi\u00f9 concreto della giornata: strutturare un percorso per far arrivare le proposte dei circoli alla segreteria con regolarit\u00e0, e per avere una risposta.<br>Il problema, ha detto, non \u00e8 elaborare le proposte: \u00e8 avere poi le risposte. Serve quindi formalizzare meglio un canale che in qualche forma gi\u00e0 esiste, e stabilire una cadenza con cui la segreteria si impegna a discutere le proposte dei circoli e a dare un esito. La forma dell&#8217;esito varier\u00e0 secondo il tema \u2014 un documento, una riunione, un&#8217;assemblea, oppure un&#8217;azione mirata verso gli amministratori locali \u2014 ma il punto \u00e8 che ci sia una discussione effettiva delle proposte in segreteria.<br>\u00c8 esattamente la procedura di riscontro che il tavolo aveva proposto, annunciata da chi ha il compito di attuarla. Con una differenza rispetto alla nostra formulazione, che vale la pena registrare: noi avevamo chiesto tempi definiti e visibilit\u00e0 a tutti i Circoli. L&#8217;impegno assunto riguarda la regolarit\u00e0 e la risposta; resta da concordare la modalit\u00e0 di diffusione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le proposte emerse, da portare al riscontro di ottobre<\/strong><br><strong>Sul rapporto con la Federazione<\/strong>. Che la segreteria risponda come organo collegiale e non solo attraverso il segretario, e che i circoli si abituino a chiamarla sapendo che verr\u00e0 qualcuno, non necessariamente il segretario.<br><strong>Sulla riattivazione di ci\u00f2 che esiste gi\u00e0<\/strong>. Riprendere l&#8217;ordine del giorno sulle finestre comuni per i direttivi di circolo, approvato all&#8217;unanimit\u00e0 e mai attuato. Rimettere in funzione la piattaforma <strong>Agor\u00e0<\/strong>, eventualmente articolata per federazioni e regioni. Far funzionare i forum tematici, a partire da quello sui trasporti, dove il problema non \u00e8 l&#8217;assenza dello strumento ma il fatto che si esaurisce con la nomina dei referenti.<br><strong>Sugli strumenti deliberativi. <\/strong>Rendere effettivo il referendum interno fra gli iscritti, che \u00e8 previsto e non \u00e8 mai stato usato. Consultare gli iscritti almeno per un orientamento prima delle decisioni che li riguardano \u2014 congressi, primarie, candidature.<br><strong>Sulla vita del circolo.<\/strong> Organizzare l&#8217;accoglienza di chi si iscrive. Verificare se e come sia possibile, nel rispetto della normativa, che gli iscritti di un circolo si conoscano tra loro. Redigere e far circolare un verbale sintetico delle riunioni, per chi non pu\u00f2 essere sempre presente.<br><strong>Sul formato della partecipazione.<\/strong> Costruire occasioni mirate e circoscritte, su un tema per volta, cos\u00ec che ciascuno possa scegliere quanto tempo dedicare \u2014 invece di chiedere una presenza indistinta.<br><strong>Sul metodo<\/strong>. Definire un modo per coinvolgere i militanti nell&#8217;elaborazione degli input raccolti, e non solo nella loro raccolta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sulla questione generazionale. \u00c8 stata posta come tema autonomo: i circoli sono descritti come respingenti verso i giovani, per modalit\u00e0 e per temi, e la mancanza di ricambio viene attribuita a scarsa accoglienza pi\u00f9 che a disinteresse.<\/h3>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un contributo scritto, ricevuto il 10 settembre<br><\/h2>\n\n\n\n<p>A cinque giorni dal tavolo \u00e8 arrivata una sintesi scritta del dibattito, che precisa alcuni aspetti e aggiunge altri che non avevamo sottolineato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul modello di partito. Il modello assunto dallo Statuto in vigore rispecchia un&#8217;idea della funzione dei circoli poco corrispondente al ruolo che emerge dalle risposte al questionario. Da qui la necessit\u00e0 di aprire nel partito una discussione pi\u00f9 ampia che, partendo dal ripensamento di quell&#8217;impostazione, ne definisca una nuova, pi\u00f9 funzionale ai processi interni di partecipazione. Non \u00e8 una richiesta di funzionare meglio dentro le regole date: \u00e8 la richiesta di rivederle.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul sapere diffuso. La velocit\u00e0 con cui avvengono le trasformazioni sociali richiederebbe una messa a sistema del sapere diffuso di cui i circoli sono collettori e portatori. E la riduzione della tendenza al leaderismo consentirebbe una migliore fuoriuscita dai personalismi, con una pi\u00f9 ampia possibilit\u00e0 di incontro e di comunicazione tra organi dirigenti e circoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla condizione per aprirsi. I luoghi in cui si fa politica si sono moltiplicati, e il partito ha bisogno di aprirsi alle competenze che vi si formano. Ma questo richiede di creare condizioni di continuit\u00e0 nelle relazioni e nell&#8217;elaborazione, e comporta prima di tutto la disponibilit\u00e0 e la capacit\u00e0 di reggere le differenze e il dissenso che ogni relazione con altri presenta. Senza quella capacit\u00e0, l&#8217;apertura resta un annuncio.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle differenze interne. Le differenze vanno prima di tutto realmente riconosciute e accettate, il che porta a considerare le correnti \u2014 preferibilmente di pensiero \u2014 come un dato costitutivo del partito, con le quali si possono definire dei patti politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla questione generazionale. Adattare le strutture del partito ai cambiamenti sociali e culturali pone il tema della differenza generazionale, delle sue peculiarit\u00e0 e degli obiettivi, degli strumenti e dei processi necessari perch\u00e9 da problema possa diventare risorsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla fame di attivit\u00e0. In vari circoli si riscontra una vera e propria fame di attivit\u00e0, insieme a una domanda di partecipazione all&#8217;elaborazione delle proposte politiche, locali e generali. Da qui la richiesta di modalit\u00e0 precise di comunicazione tra i circoli e gli organi dirigenti metropolitani.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla tracciabilit\u00e0 del lavoro. Rendere rintracciabile il lavoro prodotto dai circoli attraverso verbali, report di attivit\u00e0 e documenti scritti che, una volta trasmessi, incontrino un riscontro capace di creare un circuito comunicativo tra le diverse istanze del partito. Cos\u00ec l&#8217;investimento fatto non si disperde e genera riconoscimento e senso di utilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla programmazione delle iniziative. Prevedere modalit\u00e0 di programmazione capaci di aggregare le iniziative che i circoli intendono sviluppare, per migliorarne l&#8217;impatto politico sul territorio.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le parole del Segretario<\/strong><br>L&#8217;intervento conclusivo del Segretario metropolitano ha spostato il discorso dal metodo al contesto, e conviene riportarlo perch\u00e9 ha dato al tavolo la sua cornice finale.<br>Ha ricordato il lavoro di questi anni: girare i circoli, prima da solo e poi con la segreteria, con l&#8217;obiettivo di costruire un clima fondato sul senso di appartenenza a una comunit\u00e0 \u2014 \u00abavere la stessa tessera\u00bb \u2014 e ha ricordato anche le situazioni difficili, compresi due circoli commissariati che hanno poi ripreso a lavorare a pieno ritmo. Ha rivendicato il metodo tenuto: lavorare con chi c&#8217;\u00e8, con chi mostra senso di comunit\u00e0 e passione, indipendentemente dalle appartenenze interne.<br>Poi l&#8217;appello, che \u00e8 la parte da tenere. I tempi stanno cambiando rapidamente. Fino a ieri, ha osservato, chi in questo paese si riconosceva in quella tradizione cercava perlopi\u00f9 di dissimularlo. Oggi non pi\u00f9: a livello nazionale, europeo e internazionale si assiste a una rivendicazione sfrontata e dichiarata di essere fascisti e nazisti \u2014 una cosa che, ha detto, nessuno avrebbe immaginato di vedere. E la previsione \u00e8 che questo si accentui, con situazioni oggi inimmaginabili.<br>Da qui la conseguenza per i circoli, che riguarda direttamente il tema del tavolo: dentro il partito serve un grande senso di responsabilit\u00e0. Ben vengano i confronti, ma sui temi politici e sulle diverse visioni, che devono essere una ricchezza e non un problema. Non sui personalismi e sulle scaramucce interne, che non servono a nulla: \u00abquando le cose andavano bene, anni fa, c&#8217;era il tempo per le scaramucce interne. Adesso non ce n&#8217;\u00e8\u00bb. \u00c8 solo rafforzando il senso di partito e di comunit\u00e0, ha concluso, che si pu\u00f2 farcela \u2014 a Torino e nel paese.<br><strong>Perch\u00e9 questo passaggio riguarda il tavolo.<\/strong> Il questionario aveva raccolto sfiducia, richieste di riscontro e critiche interne, e la giornata \u00e8 finita con un richiamo a non consumare in conflitti interni le energie che servono altrove. Le due cose possono sembrare in tensione, e vale la pena tenerle insieme cos\u00ec come sono state dette: chiedere che le proposte ricevano una risposta non \u00e8 una scaramuccia interna, \u00e8 il modo per evitare che l&#8217;insoddisfazione diventi disaffezione. Un partito che risponde \u00e8 anche un partito che litiga di meno.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>5 settembre 2026, dopo la lettura della relazione introduttiva.Il dibattito \u00e8 stato molto partecipato: intorno a quaranta i presenti, con la Presidente, il Segretario metropolitano, il coordinatore della segreteria e la responsabile dell&#8217;organizzazione. \u00c8 intervenuto circa un terzo dei presenti. 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