{"id":3772,"date":"2025-10-18T17:57:36","date_gmt":"2025-10-18T15:57:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/?p=3772"},"modified":"2025-11-07T16:23:21","modified_gmt":"2025-11-07T15:23:21","slug":"obiettivo-p-a-c-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/2025\/10\/obiettivo-p-a-c-e\/","title":{"rendered":"OBIETTIVO P.A.C.E"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><strong>CAMBIARE IL MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE&nbsp; <em>Una proposta provocatoria e innovativa<\/em><\/strong><\/h1>\n\n\n\n<p>Questo documento parte dall\u2019analisi&nbsp; della crisi profonda dei modelli capitalistici e socialdemocratici&nbsp; che mostrano limiti ormai evidenti a cui \u00e8 necessario contrapporre una nuova concezione di organizzazione politica, economica e sociale della societ\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un documento con aspetti anche utopistici&nbsp; e sicuramente fuori dagli schemi dell\u2019attuale dibattito politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo partiti dal constatare che tutti i Paesi dell\u2019Europa Occidentale e non solo, mostrano le stesse crisi di sviluppo economico , le stesse, in forme pi\u00f9 o meno accentuate, spaccature nelle relazioni sociali , la stessa disaffezione alla politica (bassa conflittualit\u00e0 tra le classi, astensionismo, assenza di \u201cStatisti\u201d etc.), inutile attribuire responsabilit\u00e0 soggettive.<\/p>\n\n\n\n<p>La dinamica sociale della seconda met\u00e0 del \u2018900 si pu\u00f2 riassumere come lo scontro tra due sistemi valoriali quello di un \u201ccapitalismo liberale\u201d fiducioso nell\u2019autoregolamentazione del mercato e quello di tipo \u201csocialdemocratico\u201d che assegna allo Stato il ruolo riequilibratore delle intollerabili disuguaglianze sociali ed economiche. Scontro portato avanti in un \u201ccontesto\u201d di&nbsp; risorse ambientali considerate inesauribili. Senza rifare la storia di un lungo periodo ci limitiamo a mettere in evidenza i profondi cambiamenti avvenuti dagli anni \u201850 ad oggi. Poniamo l\u2019attenzione su un paio di dati che ci servono solo per capire dei macrofenomeni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Rapporto Capitalizzazione\/PIL nell\u2019area Euro con significative variazioni per Paese (1)<\/td><td>Periodo<\/td><\/tr><tr><td>8%-15%<\/td><td>Anni \u201850<\/td><\/tr><tr><td>60% &#8211; 70%<\/td><td>2023<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Questi dati ci dicono che pur permanendo in nettissima maggioranza le imprese controllate direttamente dall\u2019imprenditore rispetto alle Public Company, queste ultime hanno notevolmente aumentato l\u2019incidenza rispetto ad occupati e PIL.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dopoguerra<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Era dell&#8217;Imprenditore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il capitalismo che ha caratterizzato gran parte del XX secolo era spesso incentrato sulla figura dell&#8217;<strong>imprenditore-proprietario<\/strong>. In questo modello, la gestione dell&#8217;azienda e la sua propriet\u00e0 erano strettamente legate.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonte di capitale:<\/strong> L&#8217;imprenditore si rivolgeva eventualmente al mercato azionario per raccogliere i fondi necessari per i propri progetti di espansione, ricerca e sviluppo. Gli azionisti erano visti pi\u00f9 come partner a lungo termine che come semplici speculatori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Obiettivo:<\/strong> La crescita sostenibile e la creazione di valore a lungo termine erano priorit\u00e0. L&#8217;azienda era vista come un&#8217;entit\u00e0 complessa che doveva generare valore non solo per gli azionisti ma, ancorch\u00e9 in una dialettica conflittuale, per i dipendenti, la comunit\u00e0 e i clienti.<strong>Ruolo del management:<\/strong> Il consiglio di amministrazione era solitamente composto da individui con una profonda conoscenza del settore e un legame diretto con l&#8217;azienda e la sua missione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ruolo del management:<\/strong> Il consiglio di amministrazione era solitamente composto da individui con una profonda conoscenza del settore e un legame diretto con l&#8217;azienda e la sua missione.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dalla fine del XX secolo<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Capitalismo Finanziarizzato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel nuovo Millennio abbiamo assistito a una <strong>trasformazione radicale<\/strong>. Il capitalismo odierno \u00e8 sempre pi\u00f9 dominato da attori finanziari come <strong>fondi di investimento, hedge fund e fondi pensione<\/strong>.(2)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonte di capitale:<\/strong> Il capitale non viene pi\u00f9 raccolto solo per finanziare progetti industriali, ma \u00e8 spesso utilizzato per operazioni di finanza straordinaria come fusioni, acquisizioni e <strong>buyback<\/strong> (il riacquisto di azioni proprie da parte dell&#8217;azienda per aumentarne il valore di mercato).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;obiettivo principale diventa l&#8217;<strong>aumento del valore delle azioni e la distribuzione di dividendi elevati<\/strong> nel breve periodo. Questo pu\u00f2 portare a decisioni che sacrificano investimenti a lungo termine, come la ricerca e lo sviluppo, a favore di un aumento immediato del prezzo delle azioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ruolo del management:<\/strong> Il consiglio di amministrazione non \u00e8 pi\u00f9 scelto per la sua conoscenza del settore, ma per la sua capacit\u00e0 di soddisfare le aspettative dei grandi investitori. A volte, il management riceve un compenso basato sulla <strong>performance del titolo in borsa<\/strong>, creando un ulteriore incentivo a dare priorit\u00e0 al breve termine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le Conseguenze del Cambiamento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa transizione ha avuto effetti profondi sull&#8217;economia e sulla societ\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Impatto sulla crescita:<\/strong> Le aziende sono meno propense a investire in innovazione e sviluppo a causa della pressione per i risultati trimestrali. Ci\u00f2 pu\u00f2 rallentare la crescita economica complessiva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Disoccupazione e precariato:<\/strong> La ricerca della massima efficienza finanziaria porta spesso a tagli dei costi, che si traducono in riduzioni di personale, delocalizzazioni e aumento del lavoro precario.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Disparit\u00e0 sociale:<\/strong> Una maggiore enfasi sui dividendi e sul valore delle azioni tende a concentrare la ricchezza nelle mani di chi detiene i titoli, alimentando la disparit\u00e0 tra il l\u20191% della popolazione pi\u00f9 ricca e il resto.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, il capitalismo si \u00e8 evoluto da un modello in cui l&#8217;obiettivo principale era la <strong>creazione di valore industriale<\/strong> a un altro in cui la priorit\u00e0 \u00e8 la <strong>creazione di valore finanziario<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Contrattazione nell&#8217;Era del Valore Industriale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel modello di capitalismo guidato dall&#8217;imprenditore, esisteva una <strong>sfera di interessi comuni<\/strong> tra il management e i lavoratori. Sebbene le contrapposizioni su salari e condizioni di lavoro fossero inevitabili, entrambe le parti avevano un interesse condiviso nella <strong>prosperit\u00e0&nbsp; dell&#8217;azienda<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Punti di mediazione:<\/strong> La negoziazione si basava su un terreno comune. I sindacati potevano chiedere aumenti salariali o migliori condizioni, sapendo che l&#8217;imprenditore aveva un incentivo a mantenere una forza lavoro stabile e motivata per garantire la continuit\u00e0 produttiva e l&#8217;espansione del mercato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ruolo del sindacato:<\/strong> I sindacati, in questo contesto, svolgevano un ruolo di &#8220;partner sociale&#8221;, non solo di oppositori. Le loro richieste erano spesso orientate al lungo termine, come la formazione professionale o la partecipazione a programmi di welfare aziendale, elementi che contribuivano alla solidit\u00e0 dell&#8217;impresa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Contrattazione nell&#8217;Era del Valore Finanziario<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il passaggio a un&#8217;impresa focalizzata sul <strong>valore finanziario<\/strong> ha spezzato questo legame. I nuovi proprietari, spesso fondi di investimento, non hanno alcun interesse intrinseco nella crescita industriale a lungo termine dell&#8217;azienda o nella sua stabilit\u00e0 sociale. Il loro unico obiettivo \u00e8 massimizzare i ritorni finanziari per i loro investitori, in tempi brevi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Assenza di interessi comuni:<\/strong> L&#8217;interesse del fondo \u00e8 aumentare il valore delle azioni, spesso attraverso misure di <strong>taglio dei costi<\/strong>, come la riduzione della forza lavoro, la delocalizzazione o la compressione dei salari. I lavoratori, in questo scenario, non sono pi\u00f9 visti come un asset da coltivare, ma come un costo da minimizzare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Riduzione del potere sindacale:<\/strong> Senza un punto di mediazione su cui basare le trattative, i sindacati si trovano in una posizione di estrema debolezza. Le loro richieste di protezione dei posti di lavoro o di investimenti a lungo termine non trovano eco, poich\u00e9 vanno direttamente contro gli obiettivi finanziari dei proprietari. La minaccia di delocalizzazione o di vendere l&#8217;azienda a un&#8217;entit\u00e0 che promette maggiore redditivit\u00e0 diventa uno strumento di pressione inaffrontabile.Queste le evoluzioni trainate dai valori del \u201clibero mercato\u201d. Esaminiamo quelle ingenerate dal pensiero \u201csocialdemocratico\u201d. Anche qui partiamo da qualche dato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rapporto <\/strong><strong>Spesa Pubblica Primaria su PIL<\/strong> (1)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Nazione<\/strong><\/td><td><strong>1951<\/strong><\/td><td><strong>2024<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Italia<\/td><td>22,5%<\/td><td>46,7%<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>25%<\/td><td>54,5%<\/td><\/tr><tr><td>Germania<\/td><td>28%<\/td><td>48%<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Alla spesa pubblica \u00e8 stato sottratta la Spesa per Interessi sul Debito (2024 stima): Circa il 3,9% del PIL. Almeno per l\u2019Italia andrebbe invece aggiunta la quota del PIL gestita dalle aziende controllate dallo stato (ENI, ENEL, Leonardo\u2026.) non inferiore al <strong>10% del fatturato aggregato<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi circa il 60% del PIL \u00e8 sotto il controllo diretto della gestione pubblica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo ipotizzare che il modello occidentale europeo caratterizzato da un approccio che vede nello <strong>stato <\/strong>l\u2019elemento riequilibrativo in termini di <strong>redistribuzione<\/strong> abbia raggiunto negli ultimi decenni del \u2018900 il punto di massima efficienza prima che si dispiegassero i limiti di ci\u00f2 che chiamo gli effetti collaterali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;Impatto Globale Delle Inefficienze Statali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aumento del rapporto tra <strong>Spesa Pubblica Primaria e PIL<\/strong> comune a tutti i Paesi occidentali amplifica il peso delle inefficienze domestiche sull&#8217;economia globale per due ragioni principali:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Effetto Moltiplicatore sul PIL<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019aumento del debito pubblico<\/strong> e, di conseguenza:<strong> Interdipendenza e Contagio Finanziario<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Distorsione della Classe Politica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aumento della <strong>Spesa Pubblica Primaria sul PIL<\/strong> in Occidente, passando da circa il 20-30% al 40-55%, ha trasformato la natura stessa del potere politico, rafforzando la tendenza al <strong>clientelismo<\/strong> e al <strong>rent-seeking<\/strong> (ricerca di rendita)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Attrazione di un Politico &#8220;Amministratore&#8221;:<\/strong> Il potere si sposta dal legislatore (chi fa le leggi) al gestore (chi alloca fondi e appalti). Questo attrae politici la cui principale motivazione \u00e8 la possibilit\u00e0 di <strong>gestire e indirizzare flussi di spesa<\/strong> (finanziamenti per progetti, assunzioni, sussidi). La competenza richiesta non \u00e8 pi\u00f9 solo quella ideologica o normativa, ma la capacit\u00e0 di negoziare la distribuzione di grandi &#8220;premi&#8221; pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aumento dell&#8217;Elettorato di Rendita:<\/strong> L&#8217;aumento della spesa crea una vasta <strong>&#8220;coalizione di beneficiari&#8221;<\/strong> o un <strong>&#8220;elettorato di rendita&#8221;<\/strong>. Questo gruppo (che pu\u00f2 includere dipendenti pubblici, fornitori dello Stato, o beneficiari di sussidi specifici) \u00e8 motivato non dal benessere economico generale del Paese, ma dalla necessit\u00e0 di mantenere o espandere i flussi di spesa da cui dipende. Questo spinge il sistema politico a preferire sempre pi\u00f9 debito e spesa al posto della crescita economica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Disaffezione Politica e Scarsa Partecipazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aumento dell&#8217;Astensionismo:<\/strong> L&#8217;astensione aumenta soprattutto tra le fasce di popolazione che si sentono maggiormente svantaggiate o non rappresentate dal dibattito dominato dalla spesa pubblica. Questo fenomeno \u00e8 spesso pi\u00f9 accentuato tra i <strong>giovani<\/strong> e i <strong>lavoratori precari<\/strong>, che sono chiamati a pagare il conto del debito accumulato, ma che hanno meno potere contrattuale immediato sui flussi di spesa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Voto di Protesta e Populismo:<\/strong> Quando la politica tradizionale sembra incapace di incidere sulle inefficienze e sul clientelismo, l&#8217;elettorato disilluso si sposta verso il <strong>voto di protesta<\/strong> o le opzioni <strong>populiste\/anti-sistema<\/strong>. Questi movimenti non sempre offrono soluzioni strutturali all&#8217;inefficienza, ma la loro attrattiva deriva proprio dalla promessa di &#8220;rompere&#8221; l&#8217;establishment percepito come colluso con gli interessi della spesa pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, l&#8217;espansione della spesa primaria sul PIL e gli effetti che ne derivano (inefficienze e clientelismo) possono portare a una democrazia in cui la partecipazione civica si polarizza, dove il voto \u00e8 sempre pi\u00f9 uno strumento per <strong>accedere a rendite<\/strong> o per <strong>esprimere rabbia<\/strong>, piuttosto che per perseguire il bene comune e l&#8217;efficienza dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ci ha lasciato la fine del \u2018900<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli Stati Europei le lotte operaie, dopo le due drammatiche guerre mondiali, hanno portato ad assetti politici pi\u00f9 o meno socialdemocratici raggiungendo conquiste irreversibili ed essenziali quali: <strong>Assistenza Sanitaria Universale, Diritto allo Studio, Sicurezza Pensionistica e Diritti Sociali e Civili. <\/strong>Questo modello ha di fatto raggiunto molti dei suoi obiettivi principali, ma come tutti i modelli mostra i suoi limiti ad ulteriori sviluppi. La sua evoluzione \u00e8 imprescindibile per non lasciar prevalere, come purtroppo spesso \u00e8 avvenuto un ritorno al modello atavico basato sulla \u201clegge del pi\u00f9 forte\u201d, che come la storia ci ricorda, ha portato all\u2019uso della violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Abbiamo bisogno di un chiaro Modello Valoriale basato <\/strong><strong>sulla Conoscenza, la Fiducia ed il Rispetto per l\u2019Ambiente. I veri Capitali: Umano, Sociale ed Ambientale, ed un Modello di Governance Partecipativa.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019evoluzione che ci ricordi sistematicamente questi valori in una dimensione capace di preservare un presupposto essenziale la<strong> P.A.C.E. <\/strong>Proviamo a declinare questo splendido acronimo sotto il profilo Politico, Sociale ed Economico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P come Partecipazione <\/strong>( Cittadinanza Attiva, Democrazia Deliberativa )<\/p>\n\n\n\n<p>Evoluzione del concetto di <em>Libert\u00e9 <\/em>oggi intesa come &nbsp;libert\u00e0 <strong>negativa<\/strong> (assenza di interferenza statale).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La libert\u00e0 deve trasformarsi in <strong>azione attiva e co-responsabile<\/strong> . Il cittadino non \u00e8 pi\u00f9 un destinatario passivo, ma un <strong>attore pratico<\/strong> nella co-gestione dei servizi e delle strutture sussidiarie.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il potere di gestione \u00e8 distribuito tra Utenti, Lavoratori e Finanziatori.&nbsp; <strong>Superamento della Delega:<\/strong> La partecipazione attiva neutralizza la disaffezione civica e l&#8217;assunzione di rendita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A come Ambiente<\/strong> (un vincolo etico-economico non un&#8217;opzione politica)<\/p>\n\n\n\n<p>Una preoccupazione non presente nel \u2018700. La quantit\u00e0 di risorse ambientali consumate era tale da ripristinarsi<em> naturalmente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Saggezza Pratica :<\/strong> Le decisioni di <em>governance<\/em> sono filtrate attraverso l&#8217;impatto ecologico a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Investimento Selettivo:<\/strong> Priorit\u00e0 assoluta a spese che garantiscano il ripristino o la sostenibilit\u00e0 delle risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>pilastro ecologico:<\/strong> Transizione ecologica giusta (Economico). Tutela delle risorse e salute pubblica (Sociale). L&#8217;Ambiente come bene comune da tutelare (Politico).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C come Conoscenza<\/strong> (dalla <em>Fraternit\u00e9<\/em> quale richiamo emotivo e morale alla<strong> <\/strong>solidariet\u00e0&nbsp; a lungo termine guidata da <strong>competenza<\/strong>, e <strong>trasparenza<\/strong>)<\/p>\n\n\n\n<p>La conoscenza condivisa \u00e8 il fondamento della <strong>Fiducia<\/strong> e l&#8217;antidoto al populismo<\/p>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 della <strong>competenza<\/strong> per l&#8217;efficienza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Focus sull&#8217;Output:<\/strong> La valutazione dell&#8217;efficacia sostituisce il controllo burocratico della procedura (meno regole, pi\u00f9 risultati).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Istruzione e la Ricerca come Motore di <strong>Progresso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fattore abilitante<\/strong>. Diritto universale allo studio e alla formazione continua (Sociale). Investimenti in ricerca e innovazione tecnologica (Economico). Consapevolezza critica per la cittadinanza (Politico).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E come Equit\u00e0<\/strong> (dalla <em>\u00c9galit\u00e9<\/em> formale all\u2019Equit\u00e0 sostanziale)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Equilibrio Strutturale (Equi-):<\/strong> Il principio che garantisce una <strong>giusta distribuzione del potere<\/strong>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Contrasto al Clientelismo:<\/strong> Moltiplicando i centri di decisione (e bilanciando gli interessi), si neutralizza la rendita politica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Superamento dell&#8217;Uguaglianza Formale:<\/strong> Riconoscere le diverse esigenze degli <em>stakeholder<\/em> per garantire un risultato finale giusto e bilanciato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla <strong>tecnologia<\/strong>&nbsp; ci teniamo a &nbsp; sottolineare che:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>le tecnologie sono una risorsa importantissima, ma come tutte le risorse possono essere indifferentemente utilizzate per costruire o per distruggere. Sono i valori, gli obiettivi determinati dal modello di sviluppo che scegliamo di adottare che possono determinare un loro utilizzo di sviluppo e crescita equa o di sopraffazione (vale anche per le pi\u00f9 recenti innovazioni, intelligenza artificiale inclusa, certo cambieranno le professionalit\u00e0 richieste,<strong> ma se il valore creato dalle innovazioni tecnologiche verr\u00e0 utilizzato &nbsp; ridistribuendone i vantaggi,<\/strong> verranno generati nuovi bisogni e quindi nasceranno nuove professioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le leve<\/strong> su cui agire nella realt\u00e0 odierna per intravvedere un<strong> Futuro di P.A.C.E.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Diffondere il Modello Valoriale che poggi sulla <strong>Conoscenza<\/strong>, la <strong>Fiducia<\/strong> ed il <strong>Rispetto per l\u2019Ambiente. <\/strong>Riuscire a far cogliere l\u2019importanza dei <strong>Capitali Umano, Sociale ed Ambientale<\/strong>&nbsp; per generare <strong>Valore<\/strong> in termine di <strong>B<\/strong>enessere <strong>E<\/strong>quo e <strong>S<\/strong>ostenibile. (il primo allegato al <strong>D<\/strong>ocumento <strong>E<\/strong>conomico <strong>F<\/strong>inanziario riporta gli indicatori del BES e le previsioni di variazione in base ai provvedimenti ipotizzati nel DEF medesimo <strong>ma nessuno ne parla<\/strong>)<\/li>\n\n\n\n<li>Ribilanciare le politiche di sviluppo economico aumentando i consumi interni attraverso <strong>aumenti salariali. Diminuire le disuguaglianze, <\/strong>incluso quelle di genere, non \u00e8 solo un fatto di equit\u00e0 sociale \u00e8 la via principale per rilanciare lo sviluppo economico.<\/li>\n\n\n\n<li>Avviare una intensa mobilitazione per una <strong>Europa Federale<\/strong> a partire immediatamente dalla trasformazione in senso transnazionale dei corpi intermedi della societ\u00e0. (partiti, sindacati, associazioni no profit)<\/li>\n\n\n\n<li>Monitorare i risultati delle Societ\u00e0 Benefit e gli effetti della Legge 76 sulla partecipazione dei lavoratori per spostare in avanti il loro ruolo nelle aziende. Non dobbiamo diventare tutti azionisti, ma dobbiamo superare la dicotomia tra <strong>conflitto<\/strong> e <strong>collaborazione<\/strong>. Per uno sviluppo armonico la gestione aziendale deve passare da<strong> un modello\u00a0 shareholder <\/strong>( solo a favore degli azionisti) ad un <strong>modello stakeholder <\/strong>(a favore dei soggetti interessati) (3)<strong>. <\/strong>Non raccomandazioni o linee guida ma passaggio di poteri nella <strong>nomina degli amministratori<\/strong> a cominciare dalle societ\u00e0 che erogano servizi in concessione e di pubblica utilit\u00e0. E\u2019 possibile avviare una sperimentazione in una societ\u00e0 a controllo pubblico?<\/li>\n\n\n\n<li>Riavvicinare lavoratori e cittadini alla partecipazione democratica a partire dal vissuto quotidiano: sia sul lavoro,&nbsp; che nella ricerca di soluzioni collettive ai propri problemi, tramite Comunit\u00e0 Energetiche Rinnovabili, l\u2019Abitare Sociale, la condivisione dei mezzi di trasporto, ecc\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Diffondere la cultura dell\u2019<strong>Agenda ONU 2030<\/strong> monitorando&nbsp; progressi e arretramenti. Riflettendo su cause ed effetti derivanti da ogni iniziativa intrapresa.<\/li>\n\n\n\n<li>Lavorare in ogni quartiere per attivare e mobilitare tutte le componenti che si sono riconosciute nei <strong>Comitati dei Si <\/strong>nell\u2019ultimo referendum e che hanno collaborato sui temi quali <strong>salario minimo<\/strong> e <strong>Sanit\u00e0 Pubblica.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>\u201c<strong>Ultimo ma non per ultimo<\/strong>\u201d, anzi la precondizione affinch\u00e9 il PD possa essere&nbsp; motore trainante di una simile visione, <strong>rivitalizzare il ruolo del Partito a partire dai suoi Circoli<\/strong>. Per tornare a generare fiducia nei cittadini \u00e8 necessario che i Circoli, magari pi\u00f9 ricompattati ma pi\u00f9 presidiati, e gli organismi di direzione del Partito ai diversi livelli siano sedi attive di confronto per orientare e verificare <strong>le necessarie attivit\u00e0 di mediazione politica che gli eletti sono chiamati a portare avant<\/strong>i in tutte le Istituzioni in cui operano. Necessaria anche una riflessione del modello organizzativo del Partito che si basa su un modello sostanzialmente invariato rispetto ai partiti novecenteschi di massa del dopoguerra. Di fatto l\u2019impossibilit\u00e0 da parte di volontari di garantire impegno gravoso e costante nel tempo rende poco efficace l\u2019azione politica. Potremmo pensare ad una segreteria politica decisamente pi\u00f9 snella che utilizzi gruppi di lavoro finalizzati al raggiungimento di obiettivi definiti sia in ambito territoriale che su tematiche pi\u00f9 generali. Tali gruppi di lavoro dovrebbero avere tempi prefissati ed essere costituiti da iscritti con la necessaria disponibilit\u00e0 operativa per il periodo di tempo stimato necessario al raggiungimento dell\u2019obiettivo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; TAVOLO CULTURA ALLARGATO PD 7 e PD8 &nbsp; &nbsp; Torino 13 ottobre 2025<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note<\/strong> <strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li> <strong>Andamento<\/strong> dei rapporti Capitalizzazione Borsa su PIL e Spesa Pubblica Primaria su PIL per l\u2019Italia<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>In questo andamento ci sembra si possano\u00a0 riconoscere le conquiste del welfare, la bolla finanziaria del 2000, la crisi dei subprime, e l\u2019odierno stallo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"452\" src=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3773\" srcset=\"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image.png 752w, https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-300x180.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 752px) 100vw, 752px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>    2.  \u00a0<strong>Fondi di investimento, Hedge fund e fondi pensione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo di un normale fondo di investimento \u00e8 quello di assicurare un buon rendimento ai propri sottoscrittori anche con una certa dose di rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>Un hedge fund ha invece l\u2019obiettivo di assicurare un ottimo rendimento ai propri sottoscrittori ma con una dose di rischio molto pi\u00f9 alta che pu\u00f2 portare anche alla perdita di tutto il capitale.<\/p>\n\n\n\n<p>Completamente diverso \u00e8 il caso di un fondo pensione pi\u00f9 propenso alla prudenza ed orientato al lungo termine. Investe in strumenti finanziari con l&#8217;obiettivo di conservare e far crescere il capitale nel tempo in modo equilibrato.<\/p>\n\n\n\n<p>   3.  <strong>\u00a0Modello stakeholder <\/strong>(a favore dei soggetti interessati)<\/p>\n\n\n\n<p>La proposta che emerge \u00e8 quella di un <strong>modello ibrido<\/strong> di impresa, che supera le criticit\u00e0 del capitalismo degli azionisti e le limitazioni delle cooperative. Questo modello, pensato in particolare per le aziende di pubblica utilit\u00e0, si basa su un principio di <strong>governance tripartita<\/strong> che distribuisce il potere decisionale tra i tre stakeholder principali:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rappresentanza Equilibrata: <\/strong>Assegnare il cinquanta percento dei seggi agli azionisti, il venticinque per cento ai dipendenti e un venticinque ai clienti-utenti creerebbe un vero equilibrio di potere. Nessuna delle parti potrebbe prendere decisioni in modo unilaterale, costringendo il management a cercare un consenso e a considerare tutti gli interessi e non solo una giusta redditivit\u00e0 degli investimenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qualit\u00e0 del Servizio e Sostenibilit\u00e0:<\/strong> La presenza dei rappresentanti dei clienti nel Consiglio di Amministrazione (CdA) spingerebbe l&#8217;azienda a concentrarsi sulla qualit\u00e0 del servizio, sui prezzi equi e sulla sostenibilit\u00e0 a lungo termine. I clienti non hanno interesse a massimizzare i profitti a scapito della qualit\u00e0 del servizio, ma a garantirne l&#8217;affidabilit\u00e0 e l&#8217;accessibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Innovazione e Efficienza:<\/strong> I rappresentanti dei dipendenti porterebbero al tavolo la loro conoscenza diretta dei processi operativi. Possono suggerire miglioramenti, identificare sprechi e garantire che le decisioni sul personale siano giuste ed efficienti, non solo orientate al taglio dei costi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo modello si sposa pi\u00f9 facilmente con forme di investimento con logica pi\u00f9 similare ad un fondo pensione piuttosto che un hedge fund.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAMBIARE IL MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE&nbsp; Una proposta provocatoria e innovativa Questo documento parte dall\u2019analisi&nbsp; della crisi profonda dei modelli capitalistici e socialdemocratici&nbsp; che mostrano limiti ormai evidenti a cui \u00e8 necessario contrapporre una nuova concezione di organizzazione politica, economica e sociale della societ\u00e0.&nbsp; Questo \u00e8 un documento con aspetti anche utopistici&nbsp; e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[155],"tags":[],"class_list":["post-3772","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3772"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3772\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3798,"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3772\/revisions\/3798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pd8.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}