Cari amici ed amiche,

c’è un’aria di crisi di depressione intorno alla politica italiana. E non da ora. Ma qualche segnale in controtendenza c’è. Sabato ero in Piazza Gran Madre a distribuire volantini mentre affluiva un pò di gente anche per andare a vedere Grillo.
Sono cinque anni che distribuisco volantini e posso dirvi che rispetto a solo qualche mese fa il clima sta cambiando in termini positivi. C’è più “presa” direbbero i vecchi militanti. Io stesso ho parlato con almeno cinque ex elettori di Berlusconi che saranno fedeli solo alle iniziali del futuro premier. Bersani è ritenuta persona affidabile e i ragionamenti sono tutti sul ricucire l’Italia, renderla più giusta e degna della sua storia.
Dai prossimi giorni dipendono i prossimi cinque anni per cui vi chiedo di non perdere nemmeno un minuto perché, se tanto mi dà tanto, quel minuto vale un mese dei prossimi.

Gli argomenti se ancora non li conoscete li ripropongo nella sintesi prodotta da un blogger democratico (alias Pippo Civati, “rottamatore” che su tante cose ha avuto ragione negli ultimi mesi, candidato per alla camera per il PD in Lombardia).

Sapete benissimo con chi si deve parlare per l’ultimo paziente e rigoroso confronto elettorale. Il talk show lo dobbiamo fare noi, al bar, sul pianerottolo, a scuola, sul luogo di lavoro. Personalmente, la cosa che a cui tengo di più è di assicurare al nostro Paese, per i prossimi anni, un governo solido e una maggioranza definita che lo sostenga.
Il monologo di Bisio a Sanremo è un monito all’impegno e ad una presa di responsabilità. Perché in fondo come elettori ci comportiamo con la politica come lo schiacciatore di pallavolo che dà la colpa all’alzatore per una cattiva palla (qui una divertente lezione di  Julio Velasco sul tema).
Quindi utilizziamo gli ultimi giorni cercando di essere sportivi ma di dare battaglia, perché ci sono cose che abbiamo rinviato per troppi anni: dalla legge elettorale ai costi della politica (e alla legge sui partiti), dalla riduzione dell’evasione e delle tasse (perché le due riduzioni devono andare di pari passo), dai diritti a chi non li ha (materiali, politici e civili, per capirci) alla possibilità di tornare a crescere, in modo consapevole e sostenibile.
Un governo così è possibile: i pochi giorni ci parlano anche dei pochi voti che mancano per raggiungere quell’obiettivo. Ed è possibile immaginare un Parlamento in cui siano rappresentati tutti, politici e civici e rivoluzionari e cosiddetti anti-politici, per un confronto finalmente serio e all’altezza della difficile situazione in cui ci troviamo.

Piccolo bignami di argomentazioni per convincere i vostri amici (by Civati, il programma ufficiale è allegato)

Le tasse che abbasseremo sono quelle sul lavoro, in particolare per ridurre il cuneo fiscale.

L’Imu non sarà pagata al di sotto dei 500 euro, sarà fortemente progressiva e sarà progressivamente lasciata ai Comuni.

Sarà approvata subito una legge anti-corruzione più vigorosa di quella approvata alla fine dell’ultima legislatura, che intervenga duramente sulla voce più grave della nostra politica e della nostra società.

Un obiettivo prioritario è da subito la riduzione di un punto di Pil dell’evasione fiscale, attraverso un minore ricorso al contante e la tracciabilità dei pagamenti, con immediata restituzione ai contribuenti sotto forma di riduzione equivalente delle tasse.

Basta condoni e scudi, si lavorerà per un recupero della «grande evasione» attraverso una convenzione, meglio se europea, con la Svizzera.

Il Porcellum sarà abbandonato e sarà approvata una legge elettorale nei primi mesi della prossima legislatura (non alla fine, come puntualmente non è accaduto nelle tornate precedenti): la nostra proposta è legata a collegi di dimensioni umane e al doppio turno alla francese.

I parlamentari nella prossima legislatura saranno la metà e saranno ridotti a metà i costi della politica parlamentare fin dalla presente legislatura.

L’alternativa di governo a livello nazionale è tra Bersani e Berlusconi. Comprereste una promessa usata da quest’ultimo?

Per avere rappresentanti al Senato, si deve raggiungere l’8%. Chi non lo raggiunge, con i propri voti contribuisce ad eleggere i senatori degli altri partiti (non è voto utile, è buon senso).

Infine chi vuole rinfrancarsi e vivere più da vicino queste ultime fasi della politica può venire a trovarci il mercoledì 20 al Circolo Garibaldi (via Pietro Giuria) dalle 19.30: c’è un aperitivo, si ascolta una brava cantante emergente e poi si parla di Europa con i candidati senatori e onorevoli Mauro Marino, Chiti, Damiano, Morri.

A presto e buon finale di campagna

Nico
(Nico De Leonardis – della segreteria del PD8)